Percezioni dei pazienti sulla comunicazione medico-paziente e influenza della dimensione dell’ospedale tra pazienti spagnoli con colite ulcerosa: indagine CU-LIFE

La comunicazione medico-paziente è un aspetto essenziale nel follow-up di malattia. Nello studio presentato all’ECCO 2016 da X. Calvet (Corporació Sanitària Universitària Parc Taulí, Digestive Disease Dept. Departament de Medicina. Universitat Autònoma de Barcelona. CIBEREHD – Instituto de Salud Carlos III, Sabadell, Spain) e colleghi, l’obiettivo è stato di descrivere le percezioni dei pazienti con colite ulcerosa (CU) circa gli atteggiamenti dei dottori durante gli appuntamenti ospedalieri per il follow-up di CU e gli argomenti discussi tra pazienti e medici, e valutare se ci siano differenze tra ospedali con dimensioni diverse.

Trentanove gastroenterologi da 38 ambulatori ospedalieri spagnoli hanno partecipato all’indagine CU-LIFE. Ogni medico ha consegnato la survey a 15 pazienti consecutivi con età >18 anni. I pazienti hanno completato l’indagine a domicilio e l’hanno consegnata per posta. Gli ospedali sono stati stratificati per dimensione in A (>900 letti, n = 14), B (500-900 letti, n = 13), e C (< 500 letti, n = 11). I comportamenti del medico durante l’intervista medica sono stati categorizzati dai pazienti da “mai” a “sempre o per la maggior parte”.

In totale, 585 pazienti hanno ricevuto l’indagine e 436 l’hanno riconsegnata (tasso di risposta 75%). L’età media era 46 anni (SD 13) e il 53% erano uomini. La durata mediana di CU era 8 anni (IQR 4-15).

La grande maggioranza dei pazienti era d’accordo sul fatto che durante l’intervista i loro medici li ascoltano frequentemente, sempre o per la maggior parte (96%), si interessano a loro (95%) o chiedono loro dei sintomi CU (94%). Tuttavia, il 71, 65 e 42% dei pazienti, rispettivamente, erano d’accordi sul fatto che i loro dottori mai o soltanto qualche volta chiedono loro dell’effetto della CU sulle loro relazioni personali, sull’attività professionale o sul benessere emotiva. I pazienti sottoposti a follow-up in ospedali più piccoli (tipo C), hanno riferito che veniva loro chiesto più frequentemente dell’effetto di CU sulle loro relazioni personali o sul lavoro, che ricevevano più informazioni circa le potenziali cause e l’evoluzione di CU o le differenti opzioni di trattamento, e di sentirsi rassicurati dai medici.

Nelle conclusioni presentate, Calvet e colleghi hanno ribadito che nel loro campione di pazienti CU sottoposti a follow-up in cliniche ospedaliere spagnole, la maggior parte di essi ha riferito che le interviste mediche solitamente non comprendono domande su come la CU influenzi la loro vita personale, professionale o emotiva. Negli ospedali più piccoli (< 500 letti), i pazienti hanno riferito più frequentemente che tali importanti argomenti fanno parte della conversazione con i loro medici, e che essi ricevono più frequentemente informazioni circa la malattia e le opzioni di trattamento.

Nota: lo studio è stato supportato da Merck Sharp & Dohme Spagna e patrocinato dall’ACCU (Confederación de asociaciones de enfermos de Crohn y Colitis Ulcerosa de España, associazione spagnola di pazienti con malattia di Crohn e colite ulcerosa).


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