I livelli precoci di infliximab predicono la risposta al trattamento della fistola perianale

L’associazione dei livelli sierici (trough levels) di infliximab (IFX) con gli outcome luminali, clinici ed endoscopici nella malattia infiammatoria intestinale (inflammatory bowel disease, IBD) è ben stabilita. Tuttavia, dati riguardanti l’associazione della risposta della fistola perianale con i livelli IFX e di anticorpi anti-IFX sono scarsi.

L’obiettivo dello studio presentato all’ECCO 2016 da Y. Davidov (Sheba Medical Centre, Gastroenterology, Tel Hashomer, Israele) e colleghi è stato quello di stabilire se IFX TLITL e ATI precoci (alla settimana 6, prima della terza infusione) sono associati con la risposta della fistola perianale. Infliximab è un anticorpo monoclonale chimerico diretto contro il TNF (tumour necrosis factor), e viene utilizzato come farmaco per trattare una varietà di malattie autoimmuni, quali la psoriasi, la malattia di Crohn (MC), la spondilite anchilosante, l’artrite psoriasica, l’artrite reumatoide e la colite ulcerosa. Le malattie infiammatorie croniche intestinali comprendono la malattia di Crohn e la colite ulcerosa. La prima è una malattia cronica del sistema digerente che può colpirne, con distribuzione varia e segmentaria, qualsiasi sezione dalla bocca all’ano; coinvolge più frequentemente l’ileo terminale o il colon. La seconda è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino che interessa gli strati superficiali della mucosa intestinale.

Davidov e colleghi hanno incluso pazienti con MC consecutivi con fistole perianali che sono stati trattati con IFX tra il 2008 e il 2015. Le fistole perianali erano caratterizzate utilizzando la classificazione Parks. La risposta era definita come un miglioramento nel drenaggio della fistola o della chiusura della fistola a 14 settimane dopo la prima infusione di IFX. I livelli sierici di IFX e ATI venivano misurati utilizzando un assay ELISA validato. I pazienti con misurazioni ITL/AI non disponibili e/o che non avevano follow-up clinico alla settimana 14 sono stati esclusi.

In totale, nello studio sono stati inclusi 23 pazienti (10 [43,5%] uomini, età media 29,5 ± 23,4 anni; l’81,9% dei pazienti erano naïve all’anti-tumour necrosis factor [TNF]) e il 91,3% aveva ricevuto un immunomodulatore concomitante.

Le fistole perianali hanno risposto al trattamento in 8 (34%) dei pazienti alla settimana 14. Il livello medio di ITL a 6 settimane nei responder era 25,6 ± 18,8 vs. 6,3 ± 5,9 microg/ml nei non responder (p = 0,013). L’area sotto la curva (AUC) per ITL alla settimana 6 per la predizione della risposta della fistola era 0,83. Livelli di ITL >11,2 microg/ml alla settimana 6 erano associati con risposta della fistola alla settimana 14 con una specificità dell’89%. La prevalenza di AI era simile tra i responder e i non responder. ITL e la presenza di AI alla settimana 14 non erano associati con la risposta della fistola alla settimana 14. Altre caratteristiche cliniche e demografiche, compresi il trattamento concomitante con immunomodulatori, la classificazione Parks e l’utilizzo di drenaggi (setoni), erano simili nei gruppi.

Nelle loro conclusioni, i ricercatori hanno detto che livelli precoci (settimana 2) di IFX predicono la risposta delle fistole perianali al trattamento alla settimana 14. Se validati in uno studio prospettico più ampio, tali rilievi potrebbero guidare il trattamento anti-TNF in pazienti con MC perianale e supportare decisioni riguardanti lo switch o la sospensione del trattamento in non responder perianali all’IFX.


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