Livelli sierici (trough levels) di infliximab e anticorpi anti-farmaco dopo l’induzione predicono la remissione clinica a lungo termine in pazienti con malattia infiammatoria intestinale trattati con infliximab

Il paradigma del trattamento della malattia infiammatoria intestinale (inflammatory bowel disease, IBD) è cambiato in modo drammatico nelle decadi scorse, grazie allo sviluppo dei farmaci biologici. Tuttavia, circa il 40% di pazienti responder primari alla terapia anti-TNF presentano una perdita di risposta (loss of response, LOR) durante il primo anno del trattamento. Recentemente, i livelli sierici (trough levels, TL) dei farmaci e gli anticorpi anti-farmaco (anti-drug antibodies, ADA) sono stati proposti quali strumenti utili nella gestione di pazienti che hanno una LOR. Al momento, una delle questioni più importanti nei pazienti IBD in terapia biologica è identificare in modo tempestivo pazienti a rischio di insuccesso della terapia anti-TNF.

L’obiettivo dello studio prospettico presentato all’ECCO 2016 da G. Bodini (Dip. di Gastroenterologia e Medicina interna, Università di Genova) e colleghi è stato valutare la presenza di TL e ADA dopo induzione infliximab (IFX) e la loro correlazione con l’attività clinica in una serie di pazienti con IBD sottoposti a follow-up per almeno 48 settimane. IFX è un anticorpo monoclonale chimerico diretto verso il TNF e utilizzato come farmaco per il trattamento di diverse malattie autoimmuni.

I ricercatori hanno incluso 32 pazienti consecutivi con IBD [20 malattia di Crohn (MC) e 12 colite ulcerosa (CU); 17 uomini, età mediana 42 anni, intervallo 186-9] che erano sottoposti a terapia IFX e che avevano raggiunto la remissione clinica dopo induzione (programma: 5 mg/kg alle settimane 0, 2 e 6). I campioni ematici sono stati prelevati in momenti temporali standardizzati (0, 2, 6, e 14 settimane) prima dell’infusione di IFX. TL e IFX ADA sono stati misurati utilizzando un homogenous mobility shift assay (HMSA; Prometheus Lab, San Diego, California, USA). L’attività di malattia è stata valutata sia alla settimana 14 che alla settimana 18 mediante l’Harvey-Bradshaw Index (HBI, remissione definita da HBI < 5) nei pazienti CD e mediante il punteggio Mayo per i pazienti CU (remissione definita da punteggio Mayo < 2). Inoltre, sono state misurate la proteina C reattiva e la velocità di eritrosedimentazione (VES).

Durante il follow-up a 48 settimane, 14 pazienti (43,8%) hanno presentato LOR. Abbiamo rilevato IFX TL significativamente inferiori dopo induzione in pazienti che presentavano LOR in confronto con pazienti che hanno mantenuto la remissione clinica durante il periodo di follow-up (0,78 mcg/ml, intervallo 0-14,97 mcg/ml versus 10,01 mcg/ml, intervallo 0,00-42,83 mcg/ml; p = 0,0018). Inoltre, IFX TL erano significativamente inferiori in pazienti ADA positivi in confronto con pazienti ADA negativi (0 mcg/ml, intervallo 09- 0,66 mcg/ml versus 11,91 mcg/ml, intervallo 2,00- 42,83 mcg/ml; p < 0,0001). Infine, la concentrazione di ADA dopo induzione era significativamente superiore in coloro che andavano incontro a ricadute in confronto con i pazienti in remissione (3,13 U/ml, intervallo 0-30,52 U/ml versus 0 U/ml, intervallo 0-16,83 U/ml; p = 0,02).

Nelle conclusioni esposte dai ricercatori, emerge che i pazienti che hanno presentato LOR alla monoterapia IFX durante il follow-up a lungo termine (48 settimane) avevano IFX TL significativamente inferiori e concentrazioni sieriche ADA superiori dopo induzione IFX (cioè, 14 settimane). Pertanto, la valutazione di IFX TL e la valutazione delle concentrazioni sieriche di ADA dopo induzione IFX possono essere utilizzate come uno strumento predittivo per stimare la risposta clinica a lungo termine alla terapia biologica.


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