Adattamento della dose di infliximab basato sulla concentrazione sierica del farmaco vs. adattamento guidato dai sintomi in pazienti con malattia di Crohn attiva: uno studio prospettico, randomizzato e multicentrico (Tailorix)

Il trattamento più potente disponibile per la malattia di Crohn (MC) attiva è una combinazione di infliximab (IFX) e azatioprina, che conduce alla scomparsa delle ulcerazioni fino nel 50% dei pazienti. Peraltro, la MC è una malattia cronica del sistema digerente che può colpirne, con distribuzione varia e segmentaria, qualsiasi sezione dalla bocca all’ano; coinvolge più frequentemente l’ileo terminale o il colon.

Dal momento che outcome superiori sono stati associati con concentrazioni sieriche di farmaco entro quella che è considerata come “finestra terapeutica”, G. D’Haens (Academic Medical Centre, Gastroenterology, Amsterdam, Netherlands) e colleghi hanno ipotizzato che un monitoraggio terapeutico prospettico del farmaco (MTF) potrebbe condurre a tassi di remissione più elevati in confronto con adattamenti di dose basati solo sui sintomi.

Quello presentato all’ECCO 2016 dal gruppo olandese è stato uno studio controllato randomizzato in doppio cieco multicentrico in cui pazienti adulti naïve da farmaci biologici con MC attiva (CDAI >220, CRP sierica >5 mg/l e/o calprotectina fecale >250 microg/g e ulcerazioni endoscopiche) hanno ricevuto trattamento di induzione con 3 infusioni di IFX 5 mg/kg in combinazione con azatioprina 2-2,5 mg/kg/die o metotrexato (MTX) in caso di intolleranza.

Alla settimana 14, i pazienti sono stati randomizzati a 1 di 3 strategie di mantenimento differenti: 1) intensificazione della dose di IFX in (massimo 2) step di 2,5 mg/kg sulla base dei sintomi clinici, analisi di biomarcatori e concentrazioni sieriche di IFX prelevate prima della infusione precedente (gruppo 1); 2) intensificazione della dose di IFX da 5 a 10 mg/kg sulla base degli stessi criteri (gruppo 2), e 3) aumento della dose di IFX a 10 mg/kg sulla base dei sintomi clinici da soli (gruppo 3).

L’endpoint primario dello studio è stata la remissione clinica sostenuta libera da steroidi dalla settimana 22 alla settimana 54 e l’assenza di ulcerazione a 1 anno sulla base di endoscopie lette centralmente. Bersaglio per il dosaggio di IFX era una concentrazione sierica (trough) >3 ug/ml. (EUDRACT NUMBER: 2011-003038-14).

D’Haens e colleghi hanno riferito che in 27 sedi, in Belgio, Francia e Paesi Bassi, sono stati sottoposti a screening 167 pazienti e 122 sono stati randomizzati (71 donne, età mediana 29,8 anni). I tre gruppi avevano caratteristiche dei pazienti confrontabili. L’endpoint primario basato sulle letture endoscopiche locali è stato ottenuto in 21/45 (47%) nel gruppo 1, 14/37 (38%) nel gruppo 2, e 16/40 (40%) nel gruppo 3 (p = NS). Le proporzioni di pazienti senza ulcerazioni alla settimana 54 erano il 36, 43 e 48% (p = NS) e con remissione endoscopica (CDEIS < 3) erano il 49, 51 e 45% (p = NS). L’intensificazione della dose è stata eseguita nel 51, 65 e 40% dei pazienti.

Nello loro conclusioni, i ricercatori hanno ribadito che in questo studio prospettico randomizzato esplorativo in pazienti con MC attiva, l’intensificazione proattiva della dose sulla base del livello sierico (trough) non è risultata superiore all’intensificazione della dose sulla base dei soli sintomi. Essi hanno inoltre ricordato che sono attesi i risultati con le endoscopie lette centralmente, come pure le analisi dettagliate di farmacocinetica, di immunogenicità e dei biomarcatori. Maggiore beneficio dal MTF può essere ottenuto durante l’induzione e in sforzi di riduzione della dose, che però non sono stati valutati in questo studio.


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